La Stanchezza Surrenale

Nel 2017 a causa di ritmi lavorativi intensi, preoccupazioni personali, allenamenti eccessivi e stress cronico iniziai a soffrire di una condizione anomala di forte stanchezza, aumento di peso importante e dolori muscolari immotivati. Più ingrassavo e più mi allenavo,  accusarmi di pigrizia.
Più ingrassavo e meno mangiavo, più ero stanca e più mi sforzavo di allenarmi.

Quando c’è qualcosa che non va nel corpo anche il cervello ad un certo punto è obbligato ad arrendersi: improvvisamente iniziai a soffrire di vertigini, dolori muscolari e articolari pur non essendomi allenata, confusione mentale, incapacità di pensare e persino di parlare in modo chiaro, finché la stanchezza divenne  totale impossibilità di alzarmi dal divano.
Alzarmi dal letto la mattina e trascinarmi a lavoro era lo sforzo più pesante che io avessi mai fatto.
Stare a riposo assoluto per diversi giorni non fu sufficiente: arrivai a non riuscire neanche più ad alzarmi e a passare 4 interi giorni a piangere sul letto.

A quel punto mi fu chiaro che non era semplice stanchezza e che erano necessari degli esami per capire la situazione.

Scoprii che esistono condizioni cliniche che la medicina ufficiale non ha ancora compreso. Scoprii a mie spese che a volte è necessario arrangiarsi, fare ricerche, studiare, fare domande, valutare ipotesi, aprire i libri di endocrinologia, rileggere 1000 volte gli esiti degli esami, confrontare i dati, interpretarli.
Mi sottoposi a diversi test ormonali, esami ematici, visite specialistiche ed ecografie, ma nessuno specialista sapeva darmi una diagnosi né ovviamente una terapia.
Dopo diversi mesi scoprii l’esistenza della Stanchezza Surrenale nel modo peggiore, cioè studiandola su internet e su testi universitari americani, feci altri esami specifici per la diagnosi di questa condizione clinica e per identificare altre patologie ad essa correlate, come l’insulino-resistenza, la permeabilità intestinale e l’ipotiroidismo. Finalmente iniziai ad assumere gli integratori consigliati, ad eliminare alcune abitudini come il caffè, andare a dormire molto presto, eliminare totalmente l’allenamento e riposare, riposare tantissimo, non appena ne sentissi il bisogno.

Non nascondo che qualche volta mi sentii trattata dai medici come una malata mentale, in quanto la condizione clinica che descrivevo sembrava assurda.
Non mi arresi, perché sentivo di essere sulla strada giusta, perché quello che leggevo sullo stress aveva senso e perché finalmente iniziavo a sentirmi meglio, anche se sintomi importanti come l’iperglicemia, le crisi ipoglicemiche post pranzo, l’insulino-resistenza, i disturbi di pressione e soprattutto l’impossibilità di perdere peso erano ancora lì.

Dopo una lunga ricerca trovai finalmente un endocrinologo aggiornato, un medico funzionale che sapeva di cosa stavamo parlando e che non si stranì all’idea di una paziente che soffriva di insulino-resistenza pur non mangiando dolci, pane o pasta.

Iniziai a curare l’ipotiroidismo finalmente diagnosticato e mi servirono due anni per rimettermi completamente in forma.

Questa esperienza mi ha permesso di cambiare atteggiamento verso la vita.
Oggi ho imparato ad ascoltare il mio corpo, a mangiare in modo più equilibrato ma attento, non lascio più niente al caso, tengo sempre a mente quanta acqua sto bevendo, quanto mi sto allenando o riposando. Assumo diversi integratori di vitamine, omega 3 e sali minerali. In alcuni momenti di forte stress il cortisolo balza alle stelle e mi costringo a riposare di più.

Se ne soffrite anche voi o conoscete qualcuno che ne soffre, vi aiuterò a capirne di più.
La salute è preziosa: non fatevela rovinare dalle preoccupazioni o dalle situazioni negative.