(Tratto, tradotto e adattato da http://www.eatwellnutrition.co.uk/blog/hpa-axis-adrenal-fatigue-whats-going-on)
Cos’è la Disfunzione dell’asse HPA (Ipotalamo Ipofisi Surrene)?
Potreste aver già sentito parlare del termine “Stanchezza surrenale” che vi porterà alla mente le immagini di uno stato di totale esaurimento fisico e mentale, come risultato dell’esaurimento surrenale.
La questione però è un po’ più complicata per cui in questo articolo cercherò di spiegare meglio cosa può succedere nel corpo e nella mente a causa dello stress.
La disfunzione dell’asse HPA è il termine scientifico per la Stanchezza Surrenale. HPA significa ipotalamo-ipofisi-surrene ed indica le parti del corpo che sono coinvolte: l’ipotalamo è la parte del cervello responsabile della produzione di molti ormoni essenziali; l’ipofisi è conosciuta come la ghiandola pineale e produce ormoni che controllano altre ghiandole; le surrenali sono ghiandole che producono molti ormoni diversi del corpo tra cui quelli sessuali.
(E’ doveroso dire che recentemente si sta cominciando a considerare un “Asse” più ampio Ipotalamo – Ipofisi – Surrene – Tiroide – Ovaie, a dimostrare quanto sia complesso e interdipendente il sistema endocrino.)
La disfunzione HPA si manifesta con una miriade di segni e sintomi che includono: estrema fatica, disturbi del sonno, incapacità di fare sforzi, recupero lento dall’esercizio fisico, spesso associato a forti dolori muscolari o articolari, esaurimento, bassa libido, confusione mentale, incapacità di concentrarsi, un sistema immunitario indebolito e incapacità di recuperare dallo stress.
L’HPA-D è causata da diversi fattori tipici della vita moderna tra cui patologie croniche, una dieta povera di nutrienti o estremamente ipocalorica, il digiuno, la mancanza di sonno, lo stress cronico, la mancanza di esercizio o l’eccessivo allenamento e l’infiammazione generale. Può coinvolgere potenzialmente tutte le cellule ed i tessuti del corpo, questo contribuisce al verificarsi di sintomi così vari.
Cosa scatena l’HPA-D?
Ci sono quattro principali fattori scatenanti:
- Lo Stress percepito.
– Le novità possono incrementare lo stress
– L’incertezza – quando le cose cambiano frequentemente e ci sentiamo fuori dalla nostra zona di comfort
– La minaccia fisica o emotiva – eventi che mettono a rischio la nostra immagine, che ci imbarazzano, che ci fanno vergognare oppure minacce fisiche reali.
– La sensazione di perdere il controllo – quando sentiamo di non avere il controllo su una situazione.
Lo stress può riguardare il lavoro, le relazioni, i soldi, l’ansia, gli attacchi di panico ed altri problemi neurologici: lo stress psicologico è considerato più pericoloso perché tende a durare più a lungo e porta una sensazione di essere fuori controllo.
- Squilibri Circadiani: i nostri ritmi circadiani sono cambiamenti fisici, mentali e comportamentali che seguono un ciclo di 24 ore, rispondendo principalmente alla luce e all’oscurità: l’asse hpa ed il ritmo circadiano sono strettamente associati ed hanno la capacità di influenzarsi profondamente l’un l’altro)
– La mancanza di sonno, l’esposizione a luci artificiali come la luce blu dei dispositivi elettronici, l’esposizione alla luce durante la notte, non essere sufficientemente esposti alla luce del giorno, il jet lag, il lavoro su turni, l’uso di caffeina, alcol e droghe.
- Squilibri della glicemia:
– Una dieta povera di nutrienti, sonno scarso e mancanza di esercizio.
– Il grasso viscerale (nascosto intorno agli organi) causato da cortisolo elevato, che scatena l’infiammazione.
– L’ipoglicemia (bassi zuccheri nel sangue) porta all’attivazione dell’asse hpa e quindi ad un incremento del cortisolo.
- Infiammazione. Il cortisolo ha una potente azione antinfiammatoria nell’organismo quindi una infiammazione cronica causata da patologie non curate, allergie, intolleranze o l’infiammazione acuta scatenano un incremento del cortisolo.
Esempi di causa-effetto
Allenamento: inizialmente aumenta il cortisolo ma può portare a lungo termine a cortisolo costantemente basso. L’inattività può causare a sua volta disturbi del sonno e disfunzioni metaboliche.
Isolamento sociale: il supporto sociale della famiglia, degli amici e della comunità diminuisce l’impatto dello stress; la mancanza di supporto sociale è uno dei maggiori stressor e riduce l’aspettativa di vita.
Problemi di intestino: ci sono numerose interazioni intestino-hpa, la sindrome del colon irritabile e la permeabilità intestinale sono spesso causate da esposizione cronica allo stress, che porta ad un attivazione dell’asse hpa.
Intolleranze alimentari: causano permeabilità intestinale e possono causare infiammazione.
Infezioni croniche: aumentano l’infiammazione.
Intossicazioni ambientali: l’esposizione continua a sostanze tossiche crea un’ampia gamma di effetti, incluse disfunzioni endocrine e stress ossidativo.
Squilibri tiroidei: l’ipotiroidismo non compensato aumenta i livelli di cortisolo.
Uso di droghe come caffeina, alcol e farmaci: squilibrano l’asse hpa in vari modi.
Come diagnosticare l’HPA-D
(Ndt. Rivolgetevi ad un Medico specialista che conosca e tratti questa condizione clinica, evitando di curare solo un singolo sintomo, ad esempio l’insulinoresistenza, che potrebbe essere sia causa che conseguenza.)
Abbiamo visto il gran numero di sintomi e di ambiti specialistici che possono essere legati alla Stanchezza Surrenale, per cui è facile comprendere che le indagini saranno molte e varie per poter avere un quadro preciso della situazione fisiologica del paziente ed attuare la terapia migliore.
Ad esempio in caso di HPA-D e ipotiroidismo (in cui è necessario identificare quale delle due è causa e quale l’effetto) la sola terapia ormonale tiroidea sarà inefficace se non si guariscono le surrenali.
Il primo test da effettuare per confermare uno squilibrio dell’asse HPA è il dosaggio del cortisolo salivare su 4 punti (mattina, mezzogiorno, pomeriggio e notte) spesso associato ad un altro ormone, il DHEA. Il risultato di questo esame, correttamente refertato (un medico che non conosce questa condizione clinica non saprà interpretarlo), ci dirà chiaramente lo stato di produzione del cortisolo ed il grado di stress, maladattamento o esaurimento delle ghiandole surrenali.
Accertato lo squilibrio, sarà poi necessario escludere cause organiche (noduli o tumori al surrene), squilibri di origine ipotalamica o ipofisaria, dosare altri ormoni come la leptina e l’insulina per diagnosticare insulinoresistenza, verificare la salute della tiroide, ricercare carenze di vitamine (in particolare la D) e così via. È un iter lungo che vi permetterà però di impostare la giusta terapia.
Come curare la HPA-D
L’esposizione a lungo termine ad alti livelli di stress può avere un grande impatto su molte aree della salute di un individuo e non è facilmente risolvibile in un breve periodo di tempo.
È importante cambiare il proprio regime nutrizionale, scegliendo una dieta densa di nutrienti, che comprenda grassi buoni, proteine di qualità, sufficienti carboidrati e fibre e riducendo l’utilizzo di cibi raffinati, processati e con alto contenuto di zuccheri, così come è importante cambiare lo stile di vita e le abitudini (igiene del sonno prima di tutto).
La Stanchezza Surrenale può essere un fattore di rischio importante per molte patologie, tra cui la salute cardiovascolare, l’insulino-resistenza, il diabete, le funzioni immunitarie ed è quindi importante indagarla per la salute dell’individuo a lungo termine.
Moltissime persone convivono inconsapevolmente con squilibri dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene o con condizioni di ipotiroidismo non diagnosticato e con pochi sintomi, trovandosi semplicemente a combattere con qualche chilo di troppo e con una stanchezza ricorrente.
Ancora più spesso però i sintomi della stanchezza surrenale e dell’ipotiroidismo vengono scambiati per depressione e curati con farmaci, che oltre a non risolvere la causa scatenante, nascondono semplicemente un sintomo, tralasciandone molti altri e portando inevitabilmente ad un aggravarsi della patologia.
La terapia è ampia e copre a 360° tutto l’organismo: è indispensabile essere rigorosi, costanti ed attenti, poiché non esiste un solo farmaco miracoloso.
- Dopo aver scoperto le cause di stress scatenanti è necessario affrontarle e risolverle, a volte anche con un supporto psicologico, riorganizzare lo stile e il ritmo di vita, attuare una serie di soluzioni che faciliteranno la guarigione;
- Saranno necessari integratori che verranno prescritti dal medico
- Andranno curati tutti gli organi coinvolti (intestino, fegato, tiroide, ecc).
- Sarà indispensabile seguire una dieta corretta ed equilibrata, dal giusto apporto calorico, priva di cibi a cui siamo intolleranti.
- Insieme a questi interventi il medico vi prescriverà il corretto supporto alle surrenali, che sarà differente in base al grado di disfunzione: uno di questi è l’estratto di ghiandola surrenale secca che supporta le vostre surrenali in attesa che si “riprendano” e guariscano. In caso di altissimo o bassissimo cortisolo la terapia ormonale sarà differente.
Come sono arrivata alla diagnosi di Stanchezza Surrenale
Due anni a causa di ritmi lavorativi pesanti e delle preoccupazioni non mi resi conto che stavo aumentando di peso in modo importante (circa 20 kg in un anno e mezzo). Nonostante la stanchezza e la difficoltà ad allenarmi mi spingevo semplicemente a sforzarmi di più, ad accusarmi di pigrizia, a pensare di aver perso la voglia di occuparmi del mio corpo.
Mangiavo sempre meno per cercare di fermare l’aumento di peso: più ingrassavo e meno mangiavo, più ero stanca e più mi sforzavo di allenarmi.
Il nostro cervello però è obbligato ad arrendersi al corpo quando ormai è troppo tardi: improvvisamente iniziai a soffrire di vertigini, forti dolori muscolari e articolari pur non essendomi allenata, confusione mentale, incapacità di pensare e persino di parlare in modo chiaro, finché la stanchezza divenne totale impossibilità di alzarmi dal divano.
Alzarmi dal letto la mattina e trascinarmi a lavoro era lo sforzo più pesante che io avessi mai fatto.
Non fare assolutamente niente per diversi giorni non fu sufficiente: arrivai a non riuscire neanche ad alzarmi e a passai 4 interi giorni a piangere sul letto.
A quel punto mi fu chiaro che non era semplice stanchezza: stavo male avevo bisogno di fare degli esami per capire che cosa non funzionasse più. Ma non fu facile come si potrebbe pensare.
Scoprii che esistono condizioni cliniche che la medicina ufficiale non ha ancora compreso. Scoprii a mie spese che a volte si è costretti ad arrangiarsi, fare ricerche, studiare, fare domande, valutare ipotesi, aprire i libri di endocrinologia, rileggere 1000 volte gli esiti degli esami, confrontare i dati, interpretarli.
Mi sottoposi a diversi test ormonali, esami ematici, visite specialistiche ed ecografie, ma nessuno specialista sapeva darmi una diagnosi né tantomeno una terapia perché apparentemente NON AVEVO NIENTE.
Dopo diversi mesi scoprii l’esistenza della stanchezza surrenale, la studiai su siti americani e su testi universitari, feci altri esami specifici per la diagnosi di questa condizione clinica e per identificare altre patologie ad essa correlate.
Scoprii di avere uno squilibrio dell’asse HPA, di essere insulinoresistente (pre-diabete) pur non mangiando dolci, di avere una forma di ipotiroidismo.
Finalmente iniziai ad assumere alcuni integratori consigliati, a cambiare alcune abitudini come eliminare il caffè, andare a dormire molto presto, eliminare totalmente l’allenamento aerobico, ridurre i miei allenamenti a due tre sessioni settimanali da 30-40 minuti e riposare, riposare tantissimo, non appena mi sentissi il bisogno.
Non nascondo che qualche volta mi sentii trattata come una malata mentale, perché la condizione clinica che descrivevo sembrava assurda e ancora più assurdo era il fatto che la medicina ufficiale non ne sapesse niente. Molti medici tendono a negare qualcosa se non la conoscono.
Ma non mi arresi perché sentivo di essere sulla strada giusta, perché quello che leggevo sullo stress aveva senso e perché finalmente iniziavo a sentirmi meglio, anche se sintomi importanti come l’iperglicemia, l’insulino-resistenza, i disturbi di pressione e soprattutto l’impossibilità di perdere peso erano ancora lì.
Dopo una lunga ricerca trovai finalmente un endocrinologo più “aperto” ed aggiornato, esperto e competente (per chi fosse interessato è il dr. Claudio Tomella di Milano); trovai un nutrizionista che sapeva di cosa stavamo parlando e che non di spaventò all’idea di un paziente che soffriva di insulino-resistenza che aveva sempre mangiato bene e si era allenata fino a pochi mesi prima.
Iniziai a curare l’ipotiroidismo che potremmo definire “quaternario”, che consiste in un difetto di conversione del t4 in t3, una forma di ipotiroidismo ancora poco conosciuta. Basti pensare che il dosaggio dell’ormone tiroideo rt3 viene eseguito da una esigua minoranza di laboratori italiani e quasi mai prescritto dai endocrinologi.
Oggi, dopo quasi due anni dal primo crash surrenale, posso dire di ESSERE GUARITA: ho ripreso ad allenarmi e ho perso quasi tutti i chili che avevo preso (25 chili per la precisione)
Questa esperienza ha completamente cambiato il mio atteggiamento verso la vita e verso me stessa: non lascio più niente al caso, tengo sempre a mente quanta acqua sto bevendo, quando sto mangiando, se i carboidrati sono sufficienti: una volta li contavo per stare in forma, oggi per stare bene.
Ho smesso completamente di bere alcool ed è stata la scelta migliore che io abbia mai fatto.
Ma soprattutto ho capito una cosa importante: la salute è molto preziosa. Non fatevela fottere dai problemi o dalle persone negative.



























