L’importanza della psicoterapia nella guarigione dalla stanchezza surrenale

La Stanchezza Surrenale porta con sé non pochi moti interiori, tra cui la preoccupazione per non sapere come curarla, la paura di non riuscire a guarire, la mancanza di fiducia verso gli altri, l’amarezza di non venire ascoltati e capiti, la tristezza di non essere più quelli di prima, l’ansia di sbagliare, ecc.
Molte di queste emozioni sono acuite proprio dallo squilibrio ormonale, che accentua paura, ansia, tristezza e rabbia e ci trascina spesso in montagne russe emotive fuori dal nostro controllo.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere sul nostro presente, sulla nostra situazione personale, familiare e lavorativa e sulla nostra storia passata, non possiamo fare a meno di vedere alcune macchie scure che in realtà ci sono sempre state, anche anni prima di provare i primi sintomi di questa condizione clinica.

Se dovessimo fare un’indagine sulla storia personale passata e presente delle persone che soffrono di stanchezza surrenale (e so che finalmente ci sono ricercatori che ci stanno pensando) troveremmo un numero altissimo di casi di matrimoni infelici, infanzia o adolescenza travagliata, relazioni familiari o sentimentali complicate, madri single, lavoratori autonomi o non soddisfatti della propria situazione lavorativa, studenti che lavorano, persone che non si svagano mai, perdita del lavoro, gravi difficoltà economiche, persone che si allenano molto e cercano costantemente di trovare la forma fisica ideale, persone che hanno da anni un sonno sregolato, ecc.

Da un punto di vista più “emozionale”, vedremo un gran numero di persone ansiose, ipocondriache, che si sentono sole e senza supporto, che non vogliono chiedere aiuto, che cercano di essere all’altezza di aspettative altrui senza mai riuscirci, che fanno tutto da sole, che rimuginano su eventi del passato ed ingiustizie, che provano grande rabbia, che hanno un senso di impotenza e di mancanza di controllo, che hanno un rapporto problematico col cibo e con l’immagine del proprio corpo, che si sentono senza speranza, che si preoccupano costantemente per i problemi ma non riescono a prendere la decisione di cambiare ciò che non va, ecc.

Se avete segnato mentalmente delle crocette sulle situazioni che ho elencato sopra, avete sicuramente notato di potervi rispecchiare in più di una situazione, da molti anni, da tutta l’età adulta o persino da tutta la vita.

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Un errore molto frequente è aspettarsi, magari inconsciamente, che il medico che ci prescrive la terapia farmacologica per le nostre surrenali e la tiroide possa anche darci l’ascolto, l’accoglienza, i consigli, la rassicurazione di cui abbiamo bisogno. Vogliamo che ci spieghi nei minimi dettagli la nostra patologia, vogliamo che ci ascolti per ore, che ci dica che non è stata colpa nostra, che ci rincuori, ci dia speranza, ci dia una dieta e magari un abbraccio…. Dimenticavo: potrebbe già che c’è dire a mio marito che io sono malata e ho bisogno di tranquillità e di sentirmi capita?

Sbaglio? Avete il coraggio di ammetterlo?

Mi dispiace, il ruolo del medico non è quello. Dire che non ci ascolta, non ci spiega o non è umano non ci aiuterà e probabilmente non sarà neanche la verità. Lui è un medico e il suo ruolo è studiare i sintomi, indicare esami, valutarne gli esiti, prescrivere terapie. Potrebbe anche darvi una dieta ben bilanciata, ma non potrà aiutarvi a riequilibrare il vostro rapporto col cibo. Potrà anche dirvi che dovete dormire di più e lavorare meno, ma non si permetterà di parlare del rapporto che avete con i vostri genitori e delle loro aspettative nei vostri confronti.

Personalmente ho concluso che la Stanchezza Surrenale è stata per me un evento importantissimo, che mi ha costretta a fermarmi, ad osservare la mia vita e a cambiare. Non ho fatto tutto da sola, ma ho anche chiesto aiuto a professionisti, una psicoterapeuta prima e una counselor ora, per trovare dentro di me le risorse necessarie a migliorare la mia vita.

Così come la giusta terapia ormonale può guarire le vostre surrenali, allo stesso modo il lavoro su di sé può eliminare le cause che vi hanno portato a questa condizione, favorire la guarigione ed eliminare il rischio che possiate ricaderci.

La Stanchezza Surrenale purtroppo non è un’infezione virale: una volta guariti non avrete dentro di voi degli anticorpi che vi proteggeranno da possibili ricadute. Se commetterete di nuovo gli stessi errori, vi ammalerete ancora.
Fate tesoro di quello che avete imparato durante il percorso di guarigione ed applicatelo sempre: giusto riposo, alimentazione equilibrata, eliminare l’ossessione per la magrezza, affrontare i problemi in modo meno nevrotico, coltivare relazioni sane, saper dire di no, amarsi di più.

A volte però non è possibile realizzare questi cambiamenti da soli. Dire ad un ipocondriaco “Non sei malato” non è sufficiente a calmare la sua ansia. Dire ad una persona che vive un matrimonio infelice “Dovresti separarti” lascia il tempo che trova.

L’idea di lavorare su di sé, con la psicoterapia o il counseling, spaventa non poco, sia perché ancora oggi la società ci dice che solo i malati vanno dallo psicologo, sia perché smuovere traumi e blocchi interiori richiede una dose di coraggio enorme, ma per alcune persone sarà auspicabile, mentre per altre sarà indispensabile.

A cosa vi porterà la psicoterapia? Potrebbe portarvi a drastici cambiamenti nella vostra vita, ma soprattutto vi arricchirà di nuove risorse e vi aiuterà a guarire.
Alla fine del percorso di guarigione delle surrenali sarete persone più forti, meno nevrotiche, più equilibrate, più serene. Avrete imparato tanto di voi, del vostro corpo, delle vostre emozioni, dei vostri pensieri e potrete usare tutto ciò che avete imparato per vivere meglio, oltre che per essere più sani.

Provateci.

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