Mio figlio è in sovrappeso: cosa devo fare?

Riflettendo sul contenuto di una telefonata ricevuta da una mamma preoccupata, ho deciso di trattare questo argomento delicato, che ho vissuto personalmente, in momenti diversi della vita e in ruoli molteplici, come bambina grassa prima, come mamma e come coach dopo: premetto che sarò probabilmente molto dura.

Amo molto lavorare coi bambini e con gli adolescenti perché sento di poter fare molto per aiutare sia loro che i loro genitori, troppo spesso sballottati tra mille informazioni ed opinioni diverse.

Premesso che il sovrappeso e l’obesità in età prescolare, scolare e adolescenziale sono problematiche serissime da non sottovalutare, ogni volta che sento un pediatra o un medico imporre di “mettere a dieta” un bambino mi viene la pelle d’oca.

Un bambino in sovrappeso (e non parlo di un paio di chili di morbidezza, ma di un sovrappeso importante) è un bambino che soffre, che SA di essere diverso, che subisce le cattiverie di altri bambini, che a volte fa fatica a svolgere le attività e i movimenti che per altri bambini sono semplici, che non ama mettersi in costume in estate, che con la giacca a vento in inverno si sente ancora più goffo, che ogni volta che deve comprare nuovi vestiti con la mamma è terrorizzato dal pensiero di dover prendere una taglia in più.

Un bambino in sovrappeso ha un “problema” che occupa gran parte dei suoi pensieri e soprattutto sente di non averne colpa. Pensa di subire un’ingiustizia.
Quando va dal pediatra con la mamma e lo sente dire “Signora, il bambino è in sovrappeso!”, vorrebbe gridare “Ma non è colpa mia!” e invece nella maggior parte dei casi sente la mamma rispondere “Lo so Dottore, ma cosa posso fare? Ha sempre fame! Io ci provo a non farlo mangiare, ma non riesco!”. E oltre che TRADITO si sente UMILIATO.
Se la mamma gli dice “Devi metterti a dieta, hai sentito il Dottore? Dobbiamo eliminare i dolci e mangiare tanta frutta e verdura” il peso di un’altra tremenda ingiustizia lo colpisce. Alla fine si sente tradito, umiliato, triste e in colpa.

Ebbene voglio dirvi che questo bambino ha perfettamente ragione a sentirsi così.
I nostri figli hanno sviluppato una serie di abitudini alimentari e di gusti personali come DIRETTA e LOGICA conseguenza di come li abbiamo svezzati e di come li abbiamo abituati a mangiare. Il loro gusto dipende direttamente da quanto sale utilizziamo nel cucinare e da quanti grassi utilizziamo nei condimenti, la quantità di cibo che vogliono vedere nel proprio piatto ogni giorno dipende da quanto ne cuciniamo.

E’ vero che a partire dai 3-4 anni quasi la metà dei loro pasti vengono consumati fuori casa, a scuola o dalle nonne, ma voglio che il senso del discorso sia chiaro: gli adulti hanno la TOTALE RESPONSABILITÀ dello stato di sovrappeso o di obesità di un bambino, su cui però vengono scaricate interamente le conseguenze.

Detto questo non è il momento di colpevolizzarsi, perché se state leggendo questo articolo e siete arrivati fino a questo punto, significa che volete seriamente comprendere la situazione e trovare delle soluzioni per il bene di vostro figlio.

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Per analizzare meglio la situazione provate a rispondere a queste domande:

  1. In casa mia sono presenti biscotti, merendine, caramelle ed altri dolcetti?
  2. Nella mia famiglia si bevono spesso (non solo durante le feste) bibite dolci o gasate come Aranciata, Cola, The freddo?
  3. Abbiamo l’abitudine di mangiare un “dolcino” alla fine di ogni pasto?
  4. I miei familiari avanzano spesso cibo nel piatto?
  5. Cucino un menù per me (che sono sempre a dieta) ed uno differente per la mia famiglia?
  6. Utilizzo spesso, per comodità, cibi precotti o processati come cordon bleu, primi piatti precotti, wurstel, sughi pronti, pizze, ecc?
  7. Utilizzo i dolci come premio per i comportamenti positivi o i successi di mio figlio oppure lo consolo nei momenti di crisi con cibi spazzatura o fast food (ad esempio se mangi tutte le verdure o non fai i capricci ti compro l’ovetto o puoi mangiare due fette di torta, per festeggiare la pagella andiamo al Mc Donalds)?
  8. Quando devo punire mio figlio per un comportamento sbagliato lo privo  dello sport o del dolce?
  9. Si parla spesso in famiglia del problema di peso di mio figlio?
  10. Mi capita spesso di dirgli “Basta, smettila di mangiare!”?
  11. Se chiede insistentemente dei dolci o se ne ha mangiati troppi mi capita di dirgli “Poi non lamentarti che sei grasso!”?
  12. Mio figlio non pratica nessuno sport perché è pigro o non è portato?
  13. Ho portato mio figlio dal dietologo o dal nutrizionista ma non vuole fare la dieta?

Se avete risposto in modo affermativo ad alcune di queste domande, allora è il momento di sistemare alcune cose per risolvere il problema attuale del sovrappeso, ma soprattutto per evitare che vostro figlio incorra in futuro in un problema ancora più grave che è quello dei DISTURBI ALIMENTARI.
Pur non arrivando magari a soffrire di anoressia o bulimia, questi bambini e adolescenti in sovrappeso corrono il rischio di portarsi avanti, per il resto della vita, abitudini errate, ossessione per il cibo, bassa autostima, ricerca continua di approvazione, utilizzo del cibo come compensazione a mancanze o autogratificazione.
A volte si pensa erroneamente che la causa del malessere dei bambini o dei ragazzi in sovrappeso siano le umiliazioni causate dai bulli, ma dimentichiamo quanto possano pesare l’insensibilità degli adulti, l’incoerenza dei genitori e il continuo essere giudicati per il proprio aspetto o paragonati agli altri bambini o ai fratelli.

Analizziamo punto per punto il questionario precedente per vedere quali soluzioni possiamo adottare.

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1. In casa mia sono sempre disponibili biscotti, merendine, caramelle ed altri dolcetti.
Fino all’età di 13-14 anni i bambini non vanno a fare la spesa e non possono comprarsi da soli dei “pasticci”. E’ quindi ovvio che se una casa è ogni giorno un vero e proprio “supermarket” di dolci, merendine, caramelle, gelati, biscotti, crackers, schiacciatine, grissini, nutella e marmellata è unicamente responsabilità dei genitori. E’ anche ovvio che in questa situazione sarà IMPOSSIBILE, per un bambino o un adolescente, rinunciare, limitarsi, scegliere una merenda sana. Sarebbe impossibile anche per me a 45 anni.
Immaginate quanto è crudele quello che gli state dicendo quando ha fame: “Qui ci sono tutte queste cose buone, ma tu non devi mangiarle perchè sei grasso”.
Come dite? Voi non glielo dite? In realtà è quello che gli dite ogni giorno con i fatti.

SOLUZIONI:
– Dal lunedì al venerdì NON COMPRATE dolci o cibi spazzatura e non tenetene in casa.
– Accordatevi coi vostri figli (e vostro marito) nel tenere SOLO 1 TIPO DI MERENDA (dolce o salata) che andrà utilizzata ESCLUSIVAMENTE per la scuola.
– SE NECESSARIO NASCONDETELE. E’ crudele, ma è l’unico modo.
– Acquistate UN SOLO DOLCE (o meglio ancora cucinate voi una torta) il sabato da consumare INTERAMENTE durante il weekend. Se i membri della famiglia hanno gusti differenti si farà a turno oppure si sceglierà un prodotto che accontenti tutti.
– Se riuscite a preparare una torta in casa potreste riuscire a guarnirla in modo differente per soddisfare tutti in un colpo solo con cioccolato, frutta, crema, ecc.

2. Nella mia famiglia si bevono spesso (non solo durante le feste) bibite dolci o gasate come Aranciata, Cola, The freddo.
Credo non servano molte spiegazioni per descrivere in quanti modi le bibite sono dannose per tutti, bambini, ragazzi e adulti, non solo per chi è in sovrappeso. Contengono coloranti, conservanti, aromi chimici, zuccheri ed edulcoranti; alzano la glicemia in modo spaventoso, causando poi ipoglicemia e conseguente fame incontrollata, spianando la strada al diabete; gonfiano lo stomaco, alterandone il ph e costringendo l’organismo a sforzi enormi per mantenere l’omeostasi; apportano un’enorme quantità di “calorie vuote” ovvero calorie prive di sostanze nutritive; utilizzare bibite a “zero calorie” è una scelta anche peggiore, in quanto i dolcificanti (che NON DEVONO essere somministrati a bambini sotto i 12 anni) sono ancora più dannosi dello zucchero; distolgono dall’unica bevanda adatta all’uomo ovvero l’ACQUA.

SOLUZIONI:
– NON COMPRATENE MAI da tenere in casa
– PERMETTETE AI VOSTRI FIGLI DI BERNE AL MASSIMO 1 LATTINA ALLA SETTIMANA O ALLE FESTE

3. Abbiamo tutti l’abitudine di mangiare un “dolcino” alla fine di ogni pasto.
Un giorno un papà mi disse preoccupato che non capiva come mai il bambino di 10 anni stesse ingrassando, nonostante non fosse un mangione. Gli chiesi quanti pasticci mangiasse al giorno e la risposta fu: “Una fetta di pane con la Nutella a colazione, dopo pranzo, a merenda, dopo cena più la merenda a scuola. A volte se non lo controllo le fette di pane diventano 2”. Calcoliamo le calorie di questi “dolcini” post pranzo: una fetta di pane bianco 70 calorie circa + una porzione di Nutella da 15 g (un cucchiaio) 80 calorie circa. Una merendina tipo Pangoccioli 140 calorie. Totale per 4 fette di pane e Nutella e della merenda a scuola 740 calorie (di puri zuccheri e grassi). Ipotizziamo che siamo un po’ distratti a ne mangia 2 anzichè 1: sono 1340 calorie! E’ chiarissimo il motivo per cui un bambino atletico può ingrassare, non vi sembra? Senza parlare di quanto gli facciano male quella quantità di grassi e zuccheri.

SOLUZIONI:
– Molto semplicemente anche se drastico: il dolcino dopo pranzo e cena va ABOLITO, per tutti i membri della famiglia. Se 1000 calorie in più sono dannose per un bambino, lo sono ancora di più per vostra moglie o per vostro marito.
– Non fate l’errore di privare del dolce solo il figlio o la figlia in sovrappeso, lasciando ai fratelli più magri. Vi odierei per tutta la vita anche io.
– Si stabilirà che si può mangiare 1 SOLO DOLCINO al giorno: il bambino potrà LIBERAMENTE scegliere se mangiarlo a colazione, come merenda a scuola o come merenda pomeridiana. Il vostro compito sarà poi quello di organizzarvi per proporgli delle alternative migliori, ad esempio un toast per scuola, un panino col prosciutto nel pomeriggio oppure uova strapazzate la mattina, etc.

4. I miei famigliari avanzano spesso cibo nel piatto
Spesso vi chiedete come mai i vostri figli vogliano un dolce a fine pasto pur avendo avanzato la pasta o il secondo. In realtà se avessero veramente ancora fame avrebbero finito quello che avevano nel piatto.
La scelta di quanto cibo mettere nel piatto è un fattore fondamentale nella creazione di sane abitudini alimentari. Cucinare una quantità eccessiva di cibo e mettere in tavola piatti stracolmi è essere sbagliato per diversi motivi:
– Buttate via molto cibo con conseguente spreco di denaro
– Rischiate di spingere uno dei familiari a mangiare in eccesso per non “buttare niente” (può accadere alla mamma ma anche ad un figlio)
– Create ansia nei bambini che mangiano poco, in quanto si trovano davanti porzioni enormi, impossibili da finire
– Spingete in bambini ad avanzare sempre qualcosa per “fare spazio” al dessert senza però basarsi sul reale senso di sazietà.

SOLUZIONI:
– Come detto al punto precedente I DESSERT POST PRANZO E CENA VANNO ABOLITI. Oltre ad essere la scelta più sana ed equilibrata i bambini sapranno che anche se avanzano cibo non avranno altro.
– Il cambiamento più importante da attuare è quello di ridurre la quantità di cibo cucinato: calcolate esattamente quanti etti di pasta o quante bistecche cucinare. L’unico alimento che può essere cucinato e consumato in abbondanza è la verdura.
– Avete bambini che fanno capricci per mangiare (salvo poi chiedere dolci o altri cibi spazzatura)? Proponetegli un piatto con una piccola quantità di cibo (ovviamente non una pietanza che non gradisce) e stabilite che dovrà finirla per poi passare al secondo e al contorno.
– Ovviamente non stravolgete le loro abitudini: se un bambino ha molta fame ed è abituato a chiedere il bis di primo, non dategli da oggi 50 grammi di pasta. Proponetegli un buon piatto da 100 grammi e chiarite che per sfamarsi avrà anche il secondo e la verdura.
– Avete bambini “affamati” che chiedono sempre TANTA TANTA PASTA? Se ridurrete le quantità si spaventeranno ed avranno paura di soffrire la fame: provate a preparare piatti unici, con primo, secondo e contorno, che in questo modo sembreranno più grandi ed abbondanti. Ricordate che per “disintossicarsi” da una dieta di soli carboidrati ci vogliono diverse settimane.

5. Cucino un menù per me ed uno differente per la mia famiglia.
In quasi tutte le famiglie le mamme sono a dieta e sono abituate a mangiare sano, con le giuste quantità ed a cucinare menù differenti perchè il resto della famiglia non è a dieta. In realtà una dieta (intesa come alimentazione corretta ed equilibrata) serve sicuramente a tutti, dal papà ai figli adolescenti fino ai bambini, quindi perchè non cucinare sano per tutti?
Perchè cucinare una pasta con le zucchine per me e la lasagna per il resto della famiglia? Non dimentichiamo che il peso corporeo è solo UNO degli elementi che indicano la salute di un individuo: sicuramente anche il papà ha bisogno di migliorare la propria composizione corporea o i valori di colesterolo.

LE SOLUZIONI
sono scontate:
– Annunciate alla famiglia che d’ora in poi TUTTI I MEMBRI DELLA FAMIGLIA mangeranno più sano perchè la salute è importante.
– Non accennate assolutamente al fatto che uno dei bambini abbia bisogno di dimagrire: lo fareste sentire in colpa e ancora una volta sottolineereste un problema, creandogli frustrazione e angoscia.
– Stabilite che in un giorno alla settimana verranno cucinati (alternativamente, non tutti insieme) i piatti preferiti dal nucleo familiare, mentre per il resto della settimana si cucinerà in modo più leggero e sano. Domenica lasagne, ok!
– Sbizzarritevi nel cercare nuovi soluzioni per cucinare versioni sane e ipocaloriche dei piatti preferiti: spaghetti di zucchine, panna di cocco anzichè classica, ecc.
– Mantenete, se l’avete, l’abitudine di una pizza o un sushi settimanale, ma fate in modo che rimanga UN UNICO APPUNTAMENTO SETTIMANALE.
– Ovviamente evitate Fast Food, sushi, kebab, pizze durante la settimana.
– Avvisate di questa decisione anche le nonne, anche se sappiamo quanto sia difficile in molti casi “convincerle” a modificare le abitudini culinarie.

6. Utilizzo spesso, per comodità, cibi precotti o processati come cordon bleu, primi precotti, wurstel, sughi pronti, pizze, ecc.
Inutile ricordare quante schifezze siano contenute nei cibi pronti o processati: provate a leggere le etichette nutrizionali, non tanto per verificarne le calorie, ma piuttosto per rendervi conto della quantità di additivi chimici presenti, come conservanti, addensanti, emulsionanti, dolcificanti, coloranti, ecc.

SOLUZIONI:
– NON UTILIZZATE CIBI PROCESSATI, PRECOTTI O INDUSTRIALI (Lo so, sono odiosa)
– Se volete tenere in casa cibi che siano pronti velocemente, potete cucinare voi qualcosa di sano, primi, secondi e contorni, dividerli in comodi contenitori da 2-4 porzioni che riporrete nel congelatore e che anche i bambini potranno utilizzare scongelandoli nel microonde.

7. Utilizzo i dolci come premio per i comportamenti positivi o come consolazione nei momenti di crisi:
Questa abitudine è, a mio avviso, l’origine di molti atteggiamenti disfunzionali nei confronti del cibo, come ad esempio trovare consolazione nei dolci in momenti di sconforto, tristezza, solitudine o ansia che moltissimi adulti ben conoscono.
Il cibo deve essere, prima di tutto, nutrimento del corpo e non dell’anima. Ovviamente la gioia del mangiare insieme, tra amici e familiari, è una delle cose belle della vita, celebrata fin dall’antichità, ma è indispensabile non andare oltre i confini di un approccio razionale. Il cibo spazzatura non è mai un PREMIO, perchè fa male alla salute. Festeggiare insieme un traguardo importante significa, ad esempio, mangiare con tutta la famiglia in un nuovo ristorante di qualità, oppure cucinare tutti insieme una pizza o fare un barbeque a casa, non consumare velocemente il peggior hamburger esistente sulla terra. Allo stesso modo, se un figlio ha bisogno di essere consolato e rincuorato, provate semplicemente ad ABBRACCIARLO, a fare una passeggiata insieme al parco o a chiacchierare.

SOLUZIONI:
– Per festeggiare un evento provate a cucinare insieme una torta (sana, magari senza glutine e lattosio) oppure a preparare un gelato di frutta.
– Trovare un agriturismo con animali o laboratori per sganciare l’idea che stare insieme significhi solo “mangiare”
– Inventatevi degli eventi come organizzare un pigiama party, andare ad un parco acquatico o ad un parco avventura, ecc

8. Quando devo punire mio figlio per un comportamento sbagliato lo privo  dello sport o del dolce.
Come al punto precedente, questa è un’abitudine sbagliatissima, che attribuisce una connotazione etica (buono o cattivo) al cibo, all’atto di “mangiare”, che invece, come abbiamo detto, è prima di tutto un bisogno primario. Non si mangiano dolci perchè fanno male, non perchè ci comportiamo male, altrimenti significherebbe che il bambino più ubbidiente e studioso del mondo può strafogarsi…
Anche togliere lo sport come punizione sposta l’attenzione dal motivo reale per cui si DEVE  fare sport, ovvero per “mantenersi in salute”, ad un errato “perchè ci piace o è divertente”. Fare sport è prima di tutto un dovere verso noi stessi.

SOLUZIONI:
– Pensate ad altre punizioni più educative e coerenti. Se avete delle difficoltà fatevi consigliare da una psicologa infantile.

9. Si parla spesso in famiglia del problema di peso di mio figlio.
Sicuramente vostro figlio è già consapevole di questo problema e sentirne parlare spesso non farà altro che aumentare la sua angoscia, la frustrazione e la tristezza.
Se inoltre avete altri figli non in sovrappeso è molto probabile che soffra già del confronto con i fratelli o le sorelle “più magre”, e sentire la famiglia parlarne lo aggraverà.

SOLUZIONE:
– Spostate la discussione da “magro/grasso” a “sano/malato”: si fa sport per stare in forma ed essere sani, si mangia sano per non ammalarsi, ci si RIMETTE IN FORMA (evitate il termine DIMAGRIRE) per essere più liberi di muoversi, di giocare, di nuotare.
_ Se vi siete rivolti ad un dietologo, non portateci il bambino, almeno finchè non ha 15-16 anni. Non ha bisogno di essere umiliato per decidersi a mangiare meglio. Basterà che il dietologo informi i genitori,

10. Mi capita spesso di dirgli “Basta, smettila di mangiare!”
Questo punto mi fa molto soffrire, perchè me lo sono sentito dire tante volte da bambina. Vi assicuro che in quel momento avrei ingoiato una intera torta sacher per ripicca. Ricordo ancora il nodo che mi si stringeva in gola e le lacrime di rabbia che cercavo di trattenere.

SOLUZIONE: se amate vostro figlio/a NON FATELO, vi prego.

11. Se chiede insistentemente dei dolci o se ne ha mangiati troppi mi capita di dirgli “Poi non lamentarti che sei grasso!”
Correggere le abitudini alimentari di una famiglia, soprattutto in presenza di bambini o adolescenti, non sarà affatto facile. Posso dire che sarà una vera guerra. A volte capiterà di perdere una battaglia, quando magari sarete troppo stanche per discutere e gli concederete due dolci. Non arrendetevi, ma non fatene una tragedia e non colpevolizzate il bambino. Si può perdere una battaglia ma quello che conta è vincere la guerra!

12. Mio figlio non pratica nessuno sport perché è pigro o non è portato.
Molti bambini si rivelano “malati” di calcio fin da piccolissimi; altri invece provano tanti sport senza trovare quello che li appassiona, cambiando ogni anno o rifiutandosi di continuare a metà stagione. Il mio consiglio è di continuare a provare, ricordando però che lo sport non deve essere una punizione: se gli piace andare in piscina ma odia il corso di nuoto NON INSISTETE a portarlo contro la sua volontà perchè deve dimagrire. Finirebbe per odiare lo sport.
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Più che una SOLUZIONE mi sento di darvi un CONSIGLIO un po’ di parte: esistono corsi di CrossFit Kids (un programma di allenamento per bambini dai 4 anni in su) e CrossFit Teens (dai 12 anni in su) creati specificatamente per loro. Ovviamente non si sollevano pesi come nel CrossFit per adulti, ma si eseguono movimenti che coinvolgono tutto il corpo ed attività divertenti ed intense, ideali per i bambini che devono perdere grasso. Portate il bambino a fare una prova.

13. Ho portato mio figlio dal dietologo o dal nutrizionista ma non vuole fare la dieta.
Per tutti i motivi sopra ampiamente descritti, non è il bambino che deve decidere di cambiare e che deve assumersene la responsabilità. Sarete voi a decidere cosa cucinare e a dover convincere il bambino con dolcezza. Il dietologo non è la figura adatta per convincere vostro figlio. Se gli dite “il Dietologo ha detto che devi dimagrire” non lo convincerete. Ditegli piuttosto “Sono andata dal dietologo per farmi spiegare come dovremo mangiare per essere sani”. Andate senza il bambino e fatevi preparare uno schema alimentare da seguire. 

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